Presentazione

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11.8.09 La Cassazione: minacciare di prendere a calci i giovani maleducati non è reato PDF  | Stampa |  E-mail

da "www.ilmessaggero.it"

ROMA (10 agosto) - Minacciare di prendere a calci nel sedere dei ragazzi maleducati che sostano sulle scale e ostacolano il passaggio non costituisce reato di minaccia e ingiuria. Lo dice una sentenza della Cassazione che ha confermato l'assoluzione di Gavino S., 55 anni di Alghero, che al nipote Pietro S. di 15 anni e al gruppo di coetanei suoi amici, che occupavano le scale di accesso del condominio, aveva detto: «Se non ve andate via vi prendo tutti a calci in culo». Al nipote, inoltre, aveva anche detto: «Tu rientra in quel mondezzaio di casa tua, maleducato, figlio di bagassa».

Senza successo la mamma di Pietro ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo la condanna dello zio del minore. Ma la corte ha condiviso l'assoluzione emessa dal tribunale di Sassari per la quale «le parole pronunciate non rivestivano carattere ingiurioso dato il gergo consueto tra le nuove generazioni». Quanto ai calci nel sedere, questa intimidazione è stata ritenuta «incapace di incutere un effettivo timore». Aggiunge, inoltre, la Cassazione che certamente le espressioni usate dal 55enne «contenevano un significato ostile espresso in termini indubbiamente volgari, ma non si deve trascurare l'ambiente giovanile a cui sono state furono rivolte, abituato ad un linguaggio vivace, oltre al rapporto di familiarità tra l'imputato e il giovane nipote».

Per quanto riguarda la minaccia di prendere tutti a calci nel sedere, i supremi giudici sottolineano che non costituisce reato dal momento che è stata «usata soltanto per censurare, sia pur rudemente, il comportamento» del gruppo di ragazzi maleducati che era sulle scale del condominio ostacolando il transito.