Presentazione

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Il sopralluogo (a lato rappresentato nella cosiddetta fase di repertazione cioè “raccolta e registrazione dei corpi di reato”) è un’operazione tipica dell’attività investigativa e medico-legale. - Il sopralluogo giudiziario comprende tutte le indagini che vengono svolte nel luogo dove si...

1.9.09 Ogni anno un milione di suicidi nel mondo ma prevenire è possibile PDF  | Stampa |  E-mail

da "www.ilmessaggero.it"


               
ROMA (31 agosto) - “Oggi mi sono organizzato per togliermi la vita, ho trovato come farlo. Vorrei non farlo, ma ho talmente bisogno d'affetto”. Questa è solo una delle frasi che precedono i suicidi o i tentativi di togliersi la vita. Ogni anno, nel mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, un milione di persone si uccidono: una ogni 40 secondi. Ogni 3 secondi c'è invece un tentativo di suicidio. Il fenomeno è la tredicesima causa di morte e rappresenta l’1.4% dei costi delle spese sanitarie.

Roma sarà la capitale mondiale per gli studi sulla prevenzione dei suicidi, una giornata di studi prevista il 10 settembre di ogni anno. Padroni di casa saranno gli esperti del centro per la prevenzione dei suicidi dell'azienda ospedaliera Sant'Andrea, coordinata dai professori Tatarelli e Pompili (www.prevenireilsuicidio.it). Il convegno vede la collaborazione con la Iasp (International Association of Suicide Prevention), la American Association of Suicidology, la International Academy of Suicide Research e l’Oms.

Il centro prevenzione del suicidio dell’azienda ospedaliera Sant'Andrea è diretto dal professor Roberto Tatarelli, responsabile del reparto che fa capo alla cattedra di Psichiatria, della seconda facoltà di medicina e chirurgia della Sapienza (coordinato dal professor Maurizio Pompili), è uno dei poli a livello internazionale più importanti di ricerca nell’ambito del suicidio. In sinergia con il servizio psichiatrico, diretto dal professor Paolo Girardi, è stata organizzata una vera e propria task-force costituita da medici, psichiatri, psicologi formati ad hoc nell’intervenire ed aiutare i soggetti affetti da ideazione suicidaria e persone che hanno effettivamente messo in atto un tentativo di suicidio. Il centro è organizzato in modo tale da garantire un approccio diretto e continuativo con i pazienti e i loro familiari proprio per evitare qualsiasi forma di emarginazione sociale ed affettiva, attraverso una help-line telefonica.

Uomini soli (single, divorziati o vedovi), non più giovanissimi e di buona cultura (spesso laureati) scelgono di più la Primavera (aprile, maggio e giugno) per togliersi la vita. Nel 2002 quasi il 90% dei suicidi vedeva gli uomini quali protagonisti un dato che è rimasto stabile. Recenti studi rilevano che mentre per le donne c'è un incremento costante con l’avanzare dell’età, fra gli uomini subisce una spinta dopo i 65 anni e nel range degli 85-89 anni si registrano oltre 50 suicidi ogni 100.000 anziani della stessa età. Il fenomeno assume quindi dimensioni più rilevanti in età anziana.

Il suicidio fra i giovani rappresenta una delle più frequenti cause di morte. Nell’infanzia e nella prima adolescenza (0-14 anni) è un fenomeno numericamente raro ma pesantemente drammatico in termini sociali. Nel nostro Paese 35 bambini con età compresa fra i 10 e i 14 anni si sono tolti la vita nei tre anni dal 2000 al 2002. Nella fascia di età compresa fra i 15 e i 24 anni di età, il suicidio rappresenta la terza causa più frequente di morte, dopo gli incidenti stradali e i tumori. Fra i 25 e i 44 anni, resta ancora la quarta causa di morte, dopo gli incidenti stradali, i tumori e le malattie del sistema cardiovascolare.

Fondamentale per la valutazione dell’imminente rischio suicidio nei giovani, è l’analisi della comunicazione, dei segnali verbali e comportamentali. Qualunque cambiamento repentino o drammatico che danneggi le attività di un bambino o di un adolescente, la sua frequentazione della scuola o il suo comportamento personale deve essere considerato seriamente.

Importante è notare la mancanza di interesse nelle attività quotidiane e di conseguenza un persistente stato di noia, difficoltà di concentrazione, diminuzione del rendimento scolastico, ma anche continue lamentele somatiche legate alla sfera emotiva, come mal di stomaco, mal di testa, segnali di affaticamento. Con gli insegnanti invece c'è da tenere in considerazione il comportamento inadeguato in classe, assenze non giustificate, ripetute o senza permesso ma anche l'uso di alcool e droghe anche leggere, una scarsa cura della propria persona.

Internet e il suicidio. Un’equipe di medici e ricercatori delle Università di Bristol, Oxford e Manchester, coordinati da Lucy Biddle, ha catalogato 240 siti web che forniscono informazioni su come suicidarsi. «Internet è divenuto col passare del tempo un agevole strumento per cercare informazioni relative alla salute, consulenze e terapie in particolar modo dagli specialisti della cura mentale – spiega la dottoressa Giovanna De Sanctis del centro di prevenzione -. Oltre a fonti per chi pensa al suicidio, se ne trovano altre per chi cerca, al contrario, di aiutare a prevenirlo per se stessi e per le persone amate attraverso, ad esempio organizzazioni apposite attraverso le e-mail o i messaggi istantanei che mettoni in atto la e-therapy».

Nello specifico, ci sono siti che facilitano il suicidio, rivendicando il diritto alla morte, aiutando a scegliere il metodo migliore per farla finita, oppure procurando farmaci letali. Lo studio di Biddle mostra chiaramente come sia facile ottenere informazioni tecniche dettagliate circa i metodi suicidari. In un altro studio, del professor Becker, viene riportato il caso di una diciassettenne che, dopo aver contattato un web-forum per ricevere informazioni sui metodi suicidari, ha poi acquistato un farmaco da ingerire per farla finita. Internet viene spesso visto come fonte d’ispirazione per commettere l’atto definitivo e addirittura fornisce pubblicità ai suicidi individuali attraverso la pratica sempre più diffusa dell’atto mostrato “live” attraverso la webcam (questo comportamento sociale su internet è stato definito “ effetto di disinibizione on line”).

Il diffondersi di web-gruppi per il suicidio rende tutto più pericoloso. Caso emblematico è quello di una donna che nel 1996 informò uno di questi gruppi della sua intenzione di farla finita ingerendo una quantità di sonniferi e, il giorno dopo, ricevette una mole impressionante di messaggi che la incoraggiavano. Al contrario Internet può aiutare nel prevenire i tentativi di suicidio, come nel caso di una donna che aveva messo on line un messaggio in cui aveva dichiarato l’intenzione di uccidersi con l’ingestione di pillole e, grazie all’intervento di un hacker, è stata rintracciata dalla polizia locale e soccorsa.